UN MARITO PUO’ STUPRARE?
giancarla codrignani

Una magistrata – la p.m. Flavia Felaco – ha giudicato legittimo che un uomo – arrivato a prendere un coltello e metterlo alla gola della compagna annunciando l’ipotesi del femminicidio anche in presenza dei loro bambini – deve vincere quel minimo di resistenza che ogni donna nella stanchezza delle incombenze quotidiane, tende ad esercitare quando un marito tenta un approccio sessuale. Ovviamente il giudizio appare grave e il procuratore di Benevento esaminerà il prosieguo. Ma ci sono molte questioni dietro un episodio che ha fatto scalpore di media. Una è l’ipocrisia delle false meraviglie, quando molti maschi anche giovani dicono “ma allora, perché mai mi sposo?”. Siamo ancora a questo punto: quando negli anni Ottanta del secolo scorso si discuteva una legge contro la violenza sessuale (ci si misero vent’anni!) le donne del Pci riconobbero che il partito si opponeva a definire violenza quella del marito o compagno stabile. La questione più particolare è che sia una donna ad sentenziare in questo domo: segno evidente che anche le donne hanno assorbito la cultura del patriarcato: non a caso studiano gli stessi libri di giurisprudenza e apprendono gli stessi metodi scientifici,  “neutri” cioè maschili. Altra cosa è rendersi conto che la violenza di genere non è una fantasia da femminismo spinto, ma il primo livello della dignità umana: le differenze non sono sesso forte contro sesso debole, ma uomini e donne che rispettano se stessi nel proprio e altrui corpo. Come in tutti i reati è meno umano chi commette un crimine, non la vittima. Il corpo è uguale e l’uno si rispecchia nell’altro. Solo che la sessualità maschile è estroflessa (se l’uomo si eccita, si vede), mentre la donna è segreta, introflesso, può essere ipereccitata ma non è possibile negarlo. Infatti se l’uomo non ne ha voglia, non succede niente: come mai non è concetto comune che la donna possa non sentire pronta la propria intimità invisibile? Sembra intuitivo, ma consente qualche dubbio sulla finalità procreativa della natura

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Giancarla Codrignani

Giancarla Codrignani è docente e giornalista. Si è sempre interessata di analisi politica. Esperta di problemi internazionali e di conflitti, è stata per tre legislature, nel gruppo storico della Sinistra Indipendente, parlamentare della Repubblica, impegnando la sua competenza nelle scelte politiche pacifiste e – laicamente – di area cattolica. Ha partecipato al movimento femminista e ha continuato ad essere coinvolta nelle problematiche di genere nell’amministrazione di Bologna e nell’Associazione Orlando. Scrive su Noi Donne e pubblica saggi e interventi politici su giornali e riviste anche on-line.