OPINIONI 2
Giancarla Codrignani

Mi ha molto colpita per la sua franchezza l’analisi di Lucio Caracciolo sulla situazione di crisi degli Stati Uniti d’America. Tra tutti gli argomenti che mette in fila per inquadrare l’orizzonte in prospettiva: tenendo conto dell’asimmetria del triangolo Stati Uniti, Cina, Russia, tre impari colossi tutti alle prese con la fragilità degli assetti domestici perciò refrattari a giocarsi la posta massima nella terza e triangolare guerra mondiale. A prescindere dall’infausta previsione – autorizzata dalla gravità della sfida in corso in Ucraina – nell’approfondire la situazione disastrata degli Usa, evidenzia che come ogni Stato che si rispetti, dispongono di procedure informali che non rispondono alla legge ma alla ragion propria, Di Stato, la rete dei servizi segreti dove la legittimità dei fini prevale sulla legalità dei mezzi. Soprattutto dopo aver maturato l’esperienza parlamentare sono diventata molto più istituzionale e attenta a non minare la fiducia nello Stato di diritto, dato che solo i cittadini che lo sostengono votando i governi attraverso la libera scelta di partito. La delicatissima competenza degli apparati di Intelligence può seguire strategie proprie di cui nemmeno Biden è al corrente. Come ha detto ieri all’università della Calabria Franco Gabrielli, la gente ha scarsa conoscenza delle cose che attengono al mondo dell’intelligence, un mondo che rischia di vivere di falsi miti, di rappresentazioni interessate, di comode ricostruzioni”. Non arriveremo a scoprire fino in fondo i retroscena del caso Moro o di piazza Fontana, ma sapere che cosa sono, quali leggi ne fissano i limiti, i criteri della formazione e della scelta serve a reagire correttamente in casi di emergenza.

Segnali di fascismo? Quali? La parola “fascismo” ha un valore ben preciso in Europa e va conosciuto e trasmesso. Ma se ci spostiamo nel Burkina Faso – paese di 22 milioni che sta al fondo della scala della povertà africana: e da sette anni è afflitto dagli attacchi jihadisti con migliaia di morti e due milioni di profughi interni, con relativii colpi di stato – si scopre che: a gennaio ’22 un golpe ha scacciato il presidente Kaborè, che aveva organizzato il golpe, ma a ottobre è caduto anche il successore Damiba, mentre la gente irata si è rivoltata contro i simboli francesi. Situazione estrema in un paese che ora Traorè, l’ultimo nominato tenta di portare l’ordine antijihadista. La gente subisce: è fascismo? O ci sono le condizioni dalle quali nasce il governo “forte” che rimette le cose al suo posto, deve essere corrotto, repressivo, occupare i posti di comando per fare secondo i suoi interessi: insomma possiamo dire il fascismo. Oppure, come da noi, ci vuole la complicità dei cittadini che votano e il disimpegno dei paesi solidali e non colonialisti di ritorno: anche in Burkina sono arrivati i russi a dare una mano!

Da noi la questione è “come” essere antifascisti e saper cogliere i “segni” di un nuovo fascismo. Oggi è il 12 dicembre, ricorrenza della strage di piazza Fontana. Quelli che hanno sessant’anni oggi non erano nati. Quindi roba da museo. Tuttavia noi ricordiamo che fu l’inizio della “stratgeia delle tensione”, ma tutte le città italiane reagirono con sdegno nelle piazze. Un’ombra mi disturba: succcedesse oggi, ci sarebbe la stessa reazione?

Intanto continua la guerra in Ucraina e bisogna continuare a mandare armi. Giustamente Cacciari chiede a che scopo: conquistare il Donbass, far cadere Putin, attaccare la Russia e la federazione di 80 Repubbliche tra cui assicura che ce n’è perfino una ebraica? E’ sicuro che siamo in guerra per consumare armi: infatti stiamo vendendo quelle in disuso nelle nostre Forze Armate. Poi ne produrremo di più sofisticate. Intanto si agita il Kosovo e il. Caucaso fa un po’ paura, e le ripercussioni del sudest asiatico hanno risvegliato in Europa l’idea di riassestare le flotte europee per altre avventure. Immaginiamo i finanziamenti all’industria bellica e consideriamo l’attuale ministro della Difesa Gudo Crosetto è dal 2014 presidente dell’Aiad, la Confindustria dell’industria bellica: più conflitto di interessi di così….. Una chicca per l’opposizione.

“E’ necessario investire seriamente sull’assistenza domiciliare degli anziani per alleggerire i pronto soccorso” (Detto inaugurando un nuovo settore del centro Opimm di formazione per i disabili). Questo è il cardinal Zuppi, non il sindaco. Il sindaco raccoglie adesioni per cambiare nome al Pd in Partito del Lavoro, La cui sigla è PdL Scambio di linguaggi.

Il Pd ha “concentrato il negativo”, come dice Ezio Mauro. Brutto disabituarsi dal voler stare a tutti i costi al governo; soprattutto con chi ha i voti che mancano a te. Evidentemente se si vuole governare, “si spartisce”. Andava bene anche con Conte, già compagno di Salvini e capo del governo firmatario della legge con la parola “condono” oggi ridicolmente rinnegata. Eppure il Pd gli ha pagato un prezzo troppo costoso, la riduzione del numero dei parlamentari: oggi siamo di meno…..imperdonabile per chi vuole “fare opposizione” sul serio.

Ignazio La Russa, presidente del senato, ha annunciato un disegno di legge per consentire un’esperienza volontaria di addestramento nelle forze armate. La proposta prevede – siamo nell’ambito della “scuola del merito” – degli incentivi (“che possono essere “punti” per la maturità per tutti i tipi di scuola, per la laurea (come un esame in più o un vantaggio a livello di formazione) – ha aggiunto La Russa – e un punteggio aggiuntivo per tutti i concorsi pubblici”. Ma, soprattutto la volontà di aiutare la propria patria”. LIBRO E MOSCHIETTO!

Per restare sulla scuola, il ministro dell’”istruzione e merito” auspica che la matematica – l’indagine Pisa rileva che gli studenti italiani non sono ferrati in materia – va insegnata in maniera “meno astratta”. Ma i ragazzi debbono prepararsi solo alle semplificazioni? La matematica serve all’evoluzione dei cervelli.

Sono indignata, arrabbiata e delusa: passano i giorni e dal sindacato non un gesto, dal Pd semplicemente “siamo parte lesa”. Scherziamo?
Sono ridotta a limitare le mie opinioni, per esempio sul Tempest, un nuovo caccia che progettiamo con Gran Bretagna e Giappone, di cui si dice più importante del motore la diavoleria informatica. Non vedo commenti che mi impediscano di dubitare sugli interessi che il Pd ha con Leonardo e l’industria bellica da anni sostenuta da ministri e deputati del Pd. Non reagisce nemmeno chi si candida alla segreteria: dovrebbe chiedere di aprire il Congresso l’8 gennaio senza perdere tempo con l’assurdo lavoro dei “saggi” che stanno lavorando a una nuova Carta.

Non ci sarà rimedio alla privatizzazione del sistema sanitario nazionale? L’opposizione ha un lavoro di prevenzione urgente. Un titolo dell’Espresso è illuminante: “Medici in fuga. Pochi infermieri. Spesa privata in crescita. Malgrado le promesse il ssn rimane senza finanziamenti né strategie. E per i cittadini meno abbienti curarsi diventa sempre più difficile”.

i è riacceso il dibattito sull’apertura in Toscana di un centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr), in cui vengono reclusi gli immigrati irregolari che attendono l’esecuzione del provvedimento di espulsione emesso dal questore.
I Cpr nascono nel 1998 con la legge Turco-Napolita- no, denominati inizialmente Centri di permanenza tempo- ranea, poi modificati in Cie (Centri di identificazione ed espulsione) dalla legge Bossi-Fini, e infine definiti Cpr dal- la legge Minniti-Orlando del 2017. Rappresentano centri di detenzione amministrativa in cui gli stranieri vengono trattenuti non per aver commesso un reato ma soltanto un illecito amministrativo, come la mancanza del possesso di un titolo di soggiorno. Una misura detentiva che incide profondamente sulla libertà personale, esattamente come la detenzione ordinaria, se non peggio. Anche la Consul- ta, nella sentenza 105 del 2001, rileva che tale detenzione non è conforme all’art. 13 della Costituzione.

Categorie: Asterischi

Giancarla Codrignani

Giancarla Codrignani è docente e giornalista. Si è sempre interessata di analisi politica. Esperta di problemi internazionali e di conflitti, è stata per tre legislature, nel gruppo storico della Sinistra Indipendente, parlamentare della Repubblica, impegnando la sua competenza nelle scelte politiche pacifiste e – laicamente – di area cattolica. Ha partecipato al movimento femminista e ha continuato ad essere coinvolta nelle problematiche di genere nell’amministrazione di Bologna e nell’Associazione Orlando. Scrive su Noi Donne e pubblica saggi e interventi politici su giornali e riviste anche on-line.

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