Giorgia Meloni all’attacco dell’Europa. Questa volta rischia troppo: esce fuori nel confronto con i “Capi di Stato e di Governo” che la sua intenzione di contenere la sua scelta pro-fascio crolla al primo impatto serio: se l’Italia non c’era negli incontri preparatori non è perché l’Europa non tiene conto dell’Italia, paese fondatore, ma perché è rappresentata da lei che non ha mai escluso la sua appartenenza politica. Tanto è vero che lei si è astenuta su Ursula, ha votato contro gli altri insieme con l’Ungheria anche se Orban ha fatto scelte diverse (no a Ursula, Sì a Costas). L’opposizione dovrebbe tenerne conto: la politica interna dipende dalle scelte europee.

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“Colpo di Stato” è l’uscita di Salvini alle decisioni europee: ma se hanno votato in 25 su 27 (Italia e Ungheria i contrari) di che cosa parla? Eppure alza la voce e siamo così beneducati da non farlo oggetto di derisione pubblica.

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A prescindere dall’Italia meloniana la risoluzione del Consiglio: “Abbiamo il talento, il coraggio e la visione per plasmare con successo il nostro futuro. La presente agenda strategica costituisce il nostro impegno comune a scrivere in modo inequivocabile i nostri cittadini e a realizzare il nostro obiettivo fondante di pace e prosperità”. I valori democratici cardine dell’agenda strategica Ue per il prossimo quinquennio”

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La Corte dei Conti, la magistratura contabile nel rendiconto annuale ha bocciato il governo: la sanità è in emergenza e sono urgenti provvedimenti. Ma è stata abbandonata la lotta all’evasione e a pagare sono i pochi obbligati che pagano per gli infedeli.

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L’ammiraglia della Marina militare italiana partecipa alle esercitazioni con Australia e Giappone nel Sudest asiatico: non è una bella notizia. Che cosa non ci tocca di fare prima delle elezioni americane….

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Elezioni americane: il caso Biden. Sembra che il primo “duello” organizzato dalla CNN con Trump sia stato negativo: è vecchio non solo d’età. Possibile che i democratici non avessero trovato nessuno quando hanno fatto il congresso??

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La preoccupazione grande è l’esito delle elezioni francesi. Sembra incredibile che non ci sia stato in questi giorni una presa di coscienza generale nel paese del popolo dell’89 (purtroppo 1789).

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Militarizzare le Olimpiadi? L’Italia propone – dice il gen. Euro Rossi – una “terza dimensione olimpica”: paracadutismo di precisione, volo con aliante e deltaplano, parapendio e wingsuit flying.

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Mark Rutte, destra olandese, nuovo Segretario NATO (auguri?). Meloni e Crosetto grandi doverose congratulazioni. Mentre altri ne sostengono la forza difensiva, l’Italia si associa per operazioni comuni di pace….

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Satnam Singh, disumanamente oltraggiato e ucciso in Italia ha procurato un permesso di soggiorno straordinario alla sua vedova. Non il solo, anche se questo è quello che ci colpevolizza di più. Giusto l’impegno contro il caporalato, che è imponente in tanti settori e dovrebbe vedere l’unità sindacale unita. Questa è la “sovranità alimentare” per fare avere a ciascuno di noi verdure e frutta stagionali e conserva di pomodoro tutto l’anno. Questa è l’Italia (che non va a votare).

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San Luca in Aspromonte, dove nacque Corrado Alvaro da trent’anni dominio delle lotte delle n’drine non ci sono liste, non ci sono risultati elettorali: nessuno – non un insegnante, un medico, un pensionato – si candida: per paura. Anche questa è Italia.

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Proposta di legge PD: rifinanziare la Sanità e sbloccare le assunzioni. RESPINTA. Conclusioni aperte….

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Il decreto “salvacase” – il perdono per le infrazioni a leggi per ristrutturazioni improprie – in discussione in Commissione, Salvini l’ha perfezionata: una vergognosa pratica populista che incoraggia la disobbedienza incivile.

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ALLARME: è nata la Fondazione per la Scuola Italiana, no profit sponsorizzata dal Mim, Unicredit, Bpm, Enel, Autostrade, Leonardo con “l’obiettivo di raccogliere fondi privati per finanziare la scuola italiana”, ma in realtà  “per recepire le esigenze territoriali e ottimizzare l’allocazione di risorse, attraverso lo sviluppo di progetti e bandi nazionali”. Dopo la Sanità privatizziamo la scuola.

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Ci sta bene l’occupazione della TV “pubblica” con giornalisti di parte e la punizione di Serena Bertone spostata di spettacolo e orario? Sparisce la “conventio ad includendum della prima Repubblica: TG1 democristiano, TG2 socialista, Tg3 ex-comunista progressista.

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Ricerca della fondazione Magna Carta, presentata dalla ministra Eugenia Roccella, sulla solita natalità, ma non solite le conclusioni: un giovane su tre ha paura di mettere al mondo un figlio in mancanza di una rete di servizi pubblici o privati. Le preoccupazioni economiche, la carriera, le valutazione dei tempi rappresentano fattori significativi per non fare figli. Fra i 17 e i 28 anni niente figli per “convincimenti personali”.

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“Garanzia giovani”, piano europeo per aiutare i giovani “neet”. In Italia senza grande impatto (ricevuti 2,2 mld,) se sono stati rendicontati per 1,5, di cui mezzo miliardo fuori tema (dirottati anche sul bonus sociale elettronico). Comunque dovremo restituire all’Europa 160 milioni non impegnati.

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E’ legge l’autonomia differenziata: 23 materie sono competenza della Regioni e solo 14 possono essere ricondotte ai “livelli essenziali di prestazione (LEP), ma si vedrà con apposita legge. Atteso l’esodo di medici che dal Sud saliranno dove ci saranno stipendi migliori.

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Provita e Famiglia hanno organizzato a Roma una manifestazione: loro dicono che erano trentamila. Comunque erano tanti davvero, ma se ne è avuta scarsa notizia. Si dovrebbe sapere, l’informazione è necessaria.

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Buona notizia: Assange libero. I democratici americani hanno spinto Biden. Adesso difendiamo la nostra libertà di stampa (Putin censura perfino la Rai….).

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Giornata Onu contro la droga, in dieci anni aumentato il consumo del 20%: forse non è necessaria la liberalizzazione. Anzi…..

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Dal 2016 sono cresciuti – secondo l’ong ActionAid – del 15 % i matrimoni forzati e precoci e le mutilazioni genitali femminili.

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La Corte Suprema israeliana ha stabilito che gli ultraortodossi – da sempre esentati dalla leva dovranno arruolarsi nell’esercito

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Il Sudan non ha sponde sul Mediterraneo, non ci minaccia, ma, in conseguenza di una guerra interna tra l’esercito regolare e l’inserimento voluto dal governo di una forza di mercenari “forze di supporto rapido. Ovviamente non solo: Emirati, Iran, Russia, perfino Ucraina sono coinvolti. Dal 2023 150mila morti, il paese è al caos e alla fame.

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Non-vignetta: la Presidente del Consiglio italiana che, di fronte all’aula che si è alzata per rendere omaggio a Sanam Singh, dice ai vicepresidenti “Raga’,alzateve pure voi”

Vignetta vera, di Elle Kappa: “Meloni voleva uscire dall’Europa”…. “Ora è l’Europa che sta uscendo da Meloni.

Politicamente chi votiamo?

 

APPROFONDIMENTO

 

SAN BERLINGUER

Giancarla Codrignani

A Marcello Sorgi è venuto in mente di intitolare “San Berlinguer” un suo libro per ricordare i 40 anni dalla morte dell’allora segretario del Pci. Non so ha avuto un’intenzione ironica riferendosi agli onori tardivi e retorici tributati al grande politico da parte degli eredi del Partito Comunista.

Negli anni Settanta del secolo scorso, quando il pregiudizio anticomunista in un paese moderato come l’Italia impediva alla sinistra di vincere le elezioni Berlinguer aveva già pensato di cambiare nome al partito. Siccome non lo fece, vietato immaginare ciò che poteva succedere e non è successo fino alla tardiva e non inattesa implosione dell’Urss. Per chi non aveva i paraocchi il Pci di allora era di fatto un partito socialista, mentre il Psi riformista era socialdemocratico e il Psdi una lobby si interessi di scarso peso culturale: semplicistico, ma ai non comunista sembrava così.

L’importanza avuta da Enrico Berlinguer nella storia italiana non merita la confezione di un “santino” che non rende completa giustizia al personaggio. La sinistra si è sempre lacerata, anche quando – era il caso del Pci – le divisioni interne venivano occultate all’informazione degli iscritti. Appariva chiaro che Ingrao non era Amendola: per il popolo comunista erano la “sinistra” e la “destra” interne senza divisione sostanziale di “linea”. Berlinguer fu il politico che pensava in grande e guardava al futuro: aveva precorso gli interventi sulla globalizzazione proponendo la politica internazionale di “austerità” che vedesse i paesi ricchi mettere a bilancio quote di finanziamenti per ridurre il debito dei paesi poveri, una politica che proponeva agli Stati di rispondere alle analisi e sollecitazioni delle Nazioni Unite. Impopolare, respinta anche dai comunisti. Riteneva che il successo del suo partito era funzionale al bene del paese e teneva conto dei cambiamenti della società che aveva confermato il diritto al divorzio ed esprimeva nuovi bisogni. Inventò il “compromesso storico” come progetto di un inedito confronto tra “le culture comunista, socialista e cattolica”. La parte del partito indisponibile al sogno di cambiare il mondo deviò il senso del “compromesso” ad un nuovo rapporto con il principale partito di governo, quella Democrazia cristiana responsabile del “malgoverno”, fino allora obiettivo dell’opposizione, per una collaborazione realistica, destinata nel tempo a confermarsi come “spartitoria”. Nessuno sa come andassero le riunioni di segreteria, ma il Berlinguer della “questione morale”, fiero oppositore della “partitocrazia” al tempo della famosa intervista di Scalfati sapeva di essere sconfitto dai “suoi”. La morte che emozionò l’Italia intera lo sottrasse ad un’esplicita contestazione da parte degli avversari interni.

Il Sorgi che ha fatto riferimento alla santità, poteva estendere la metafora al martirio. Purtroppo martire vero, fu l’altro politico, il democristiano ligio al suo partito ma estraneo al basso livello degli interessi rappresentati dalla Dc e disposto alla legittimazione del Pci, un esito tragico dell’ipotesi di fare dell’Italia un paese normale, con una sinistra e una destra compatibili con le analoghe formazioni dei paesi europei. Entrambi scomodi, Moro all’America, Berlinguer all’Unione Sovietica, pensavano a un paese che avrebbe evitato il crollo di tutti i partiti dell’arco costituzionale ne 1994 e la successiva degenerazione berlusconiana. L’analisi di Sorgi conferma con interviste e citazioni l’importanza del segretario comunista che, dopo la fine drammatica (e ancora oscura) del leader democristiano, non abbandonò l’obiettivo di un paese migliore. Incompreso e osteggiato dai “suoi” fu addirittura rinnegato post mortem, come conferma il “Dimenticare Berlinguer” di Miriam Mafai.

IL Pd di oggi è composto di gente che quaranta anni fa frequentava le elementari o non era neppure nata, ma sembra dimentica di fare memoria studiando i documenti per ri-conoscere la loro storia. Anche il centenario del 1921 è stato celebrato senza considerazioni critiche sulle conseguenze della scissine de Psi e la fondazione del Pci d’Italia. Se il partito nuovo porta l’aggettivo “democratico” occorre sapere che Berlinguer la democrazia l’aveva nominata al Politburo del Cremlino, dove ci voleva coraggio a dirla.

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Giancarla Codrignani

Giancarla Codrignani è docente e giornalista. Si è sempre interessata di analisi politica. Esperta di problemi internazionali e di conflitti, è stata per tre legislature, nel gruppo storico della Sinistra Indipendente, parlamentare della Repubblica, impegnando la sua competenza nelle scelte politiche pacifiste e – laicamente – di area cattolica. Ha partecipato al movimento femminista e ha continuato ad essere coinvolta nelle problematiche di genere nell’amministrazione di Bologna e nell’Associazione Orlando. Scrive su Noi Donne e pubblica saggi e interventi politici su giornali e riviste anche on-line.

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