Tra un mese avremo già votato: avremo un Parlamento Europeo più democratico e antifascista? NO se vincesse questo governo!

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Che ovviamente contesto, anche se all’attuale Presidente va riconosciuta la capacità (non solo furbizia) politica. Sotto elezioni vuole evitare gli estremisti nazionalisti, che in Germania sono gli AfD; quindi ha contattato il governatore della Baviera, Markus Söder, capo del Csu, la destra bavarese classica sempre rivale della Cdu democristiana altrettanto classica.

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La prova del regime: lo sciopero dei giornalisti Rai boicottato dal “sindacato giallo”. Solo la rete3 ha sospeso l’informazione. Anche i giornalisti Rai sono con contratto a termine e c’è paura. Che cosa vi sembrano le fughe di Fazio, Augias, Amadeus: non era meglio se stavano in Rai a presidiare i diritti e si facevano cacciare?

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Quanto le donne al potere fanno per le donne: è stato istituito il “quoziente famigliare” per la tassazione unica in famiglia: con la somma due stipendi chi guadagna di più paga meno tasse perché pareggia con quelle della moglie che sicuramente guadagna meno.

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La commedia: Stati generali della Natalità. Un gruppo di ragazzi protesta. La ministra se ne va. Assenza di Meloni dalla manifestazione. Aspettavano la risposta dal Papa. Che gliel’ha data su, menzionando la contraccezione e non l’aborto, menzionando la vita a proposito della pena di morte e del mercato delle armi e chiedendo al governo welfare per le donne che debbono poter lavorare degnamente per fare figli.

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Autoimitazioni? Autocensure? Censure? A Rovigo mostra celebrativa per la morte (per assassinio di cui assume la responsabilità il capo del fascismo anche capo del governo) : UNA STORIA DI TUTTI, per il centenario di un delitto.

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Fatto gravissimo: il governo fonda un fondo perequativo sulle strutture “per il Sud” cancellandone uno precedente finanziato con tre mld. e mezzo “per ponti, strade, acquedotti nel Sud”. Il Sud derubato e insieme truffato!

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Il regime stringe i freni: prima delle elezioni voto definitivo su riforma giudiziario (abrogazione abuso d’ufficio, modifica traffico di influenze, intercettazioni) e pretende la riforma costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati e l’introduzione di un secondo Csm e del sorteggio come metodo. Si profila il controllo politico sui magistrati.

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Il 23 maggio confronto tv tra le due “governanti” donne: nelle mani di Vespa. Speriamo bene.

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Il personale della Rai sciopera. Il regime reagisce offeso e impaurisce chi è precario e teme la sicurezza del lavoro: era normale anche quando governava il duce. Pensiamo a …

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A Torino il G7 dei ministri dell’Energia e dell’Ambiente. Nonostante tutte le firme sottoscritte contro il CO2 e l’impegno a investire sul gas naturale solo per future eventuali emergenze, costruiremo nuovi gasdotti per diventare un “hub europeo” che forse può far comodo a nostre spese. Ma il grave è che a Torino sulle case-green abbiamo votato contro e sul fotovoltaico in agricoltura comanda Lollobrigida che è contrario.

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a Milano sempre il G7, questa volta dei trasporti, organizzato dal ministro Salvini, autore del nuovo Codice della strada ribatezzato della strage”. Approvato alla Camera è in discussione al Senato.

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C’è chi rivendica la proprietà privata delle cave di marmo della Apuane sulla base di un editto della duchessa Maria Teresa prima del Regno d’Italia! “da Report”: scempio ambientale, utili da capogiro, sfruttamento e beni comuni non riproducibili.

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I quesiti (semplificati) dei referendum della CGIL firmati dalla segretaria del Pd: 1) contro il Jobs Act che nei casi di licenziamento per motivi economici costituisce un sistema improntato alla sola monetizzazione della eventuale illegittimità; 2) a tutela dei dipendenti di imprese con meno di 16 addetti, a cui sono sottratte le sei mensilità come tetto massimo di indennizzo in caso di licenziamento illegittimo, mentre la Corte Costituzionale ritiene che “il numero dei dipendenti non rispecchia l’effettiva forza economica del datore di lavoro; 3) per limitare il ricorso al lavoro a termine, reintroduce la causale giustificativa temporanea dei contratti collettivi per qualunque contratto a tempo determinato e con durata massima di 24 mesi anche nel caso di sostituzione di lavoratori assenti e di proroghe o rinnovi; 4). mira ad estendere in ogni caso la responsabilità risarcitoria dell’imprenditore, appaltante lavori o servizi, per i danni derivanti dagli infortuni sul lavoro subiti dai dipendenti dell’appaltatore e di ciascun subappaltatore.

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IL procuratore di Reggio Emilia conferma che dopo il processo Aemilia (nome che indica la vergogna) i clan mafiosi sono in grande ripresa. Il problema si pone perché l’ass. Libera di don Ciotti ha segnalato una persona collusa in lista a Marzabotto.

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Risoluzione dell’Assemblea N.U.:la Palestina qualificata a diventare membro (a parte il successivo veto americano al Consiglio di sicurezza). Ma non potevano decidera trent’anni fa?

In Palestina, a Deir al-Balah, un burattinaio ha pensato di creare marionette con barattoli raccolti per strada e organizza spettacoli per bambini sfollati da Rafah.

A Rafah c’è un bagno ogni 850 persone e una doccia ogni 3.500: e sperano di non subire un attacco ultimativo.

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vignetta davvero divertente: Ignazio La Russa, presidente del nostro Senato ha detto che non ha letto Vannacci: lui legge SCURATI!!!!!

Approfondimento

Approfittando del libro di Antonio Funiciello, l’Osservatore Romano interviene sul centenario della morte di Giacomo Matteotti, maestro e guida politica che scelse liberamente l’impegno non solo ideologico per gli ultimi che lo portò ad approfondire pragmaticamente i problemi dei braccianti e degli operai.  Ebbe grande popolarità e consenso prima nel Psi e poi nel Psu, dopo l’espulsione dei moderati dal partito socialista a cui si era iscritto a soli 13 anni. Rimarrà sempre socialista, sia prima dell’espulsione, sia dopo, quando diventerà il segretario del Psu, sotto la guida di Turati. Da quando le squadracce fasciste inizieranno a scatenarsi su sindacalisti, militanti, contadini, operai in sciopero, avversari politici, Matteotti entrò nel mirino dei violenti. Un destino comune a tutti coloro che osarono opporsi al nascente fascismo.
Fu più volte aggredito e conobbe il trauma del rapimento ancora prima del tragico 10 giugno 1924: il 12 marzo del 1921 fu sequestrato da una squadraccia a Castelguglielmo, ricoperto di improperi, minacce e insulti, percosso e poi liberato in aperta campagna. Nemico della violenza credeva che “La lotta in ogni caso deve colpire il parassitismo, non la produzione, scriveva profeticamente “altrimenti i colpi rimbalzerebbero sul lavoro stesso e sui consumatori”.
Instancabile attivista, non solo leader e parlamentare, uno che si sporca le mani aiutando lavoratori, disoccupati, vittime delle malversazioni di proprietari e latifondisti senza scrupoli. Non conosce la distinzione tra teoria e pratica, e professa un socialismo che punta ad una nuova e più giusta società attraverso un graduale sviluppo delle sue possibilità e delle capacità dei suoi uomini di rendere possibile, con coerenza e sacrificio, questa strada. Fu così che tra i suoi implacabili detrattori trovò l’altra faccia della sinistra, non solo i massimalisti come all’origine del fascismo, ma i leader del Partito Comunista nato dalla scissione del 1921, Togliatti e Gramsci, che per lui usarono parole di disprezzo e derisione. Sbagliando, perché Matteotti era stato il protagonista di un socialismo dal volto umano che aveva fatto dell’impegno e della coerenza la propria ragione d’essere.

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Giancarla Codrignani

Giancarla Codrignani è docente e giornalista. Si è sempre interessata di analisi politica. Esperta di problemi internazionali e di conflitti, è stata per tre legislature, nel gruppo storico della Sinistra Indipendente, parlamentare della Repubblica, impegnando la sua competenza nelle scelte politiche pacifiste e – laicamente – di area cattolica. Ha partecipato al movimento femminista e ha continuato ad essere coinvolta nelle problematiche di genere nell’amministrazione di Bologna e nell’Associazione Orlando. Scrive su Noi Donne e pubblica saggi e interventi politici su giornali e riviste anche on-line.