mentre le guerre continuano
il debito italiano è arrivato a 3mila miliardi
e il governo è sempre meno antifascista

 La democrazia parlamentare conta su due poteri: il governo e l’opposizione. Competizione continua? Certamente, ma competizione critica, informata, polemica e intelligente; non “lotta” per partito preso. L’obiettivo di avversari è il bene del paese. Per cui questa volta inizio con il chapeau a Giorgia Meloni che, sul documento di critica al governo dello scrittore Antonio Scurati bloccato dalla Rai ha reagito pubblicandolo lei stessa su facebook, ovviamente respingendo le accuse e prendendosela con l’autore.

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La democrazia parlamentare conta anche sui cittadini: se hanno votato la Melloni e si pentono non dovranno rivotarla nelle europee. L’opposizione – discende da un partito di opposizione che aveva Ingrao e Iotti alla Presidenza della Camera – ha accettato che chi governa prenda tutto. Il pericolo è grande perché Giorgia Meloni è fascista fino in fondo: nessuno se ne accorge perché funziona già il regime e la Rai non ha nemmeno di essere sollecitata: provvede da sé. Un secolo fa M. vinceva con la violenza, distruggendo sedi socialiste e sindacali, botte ovunque, assassinii; l’altra M. del 2024 ha già nominato i subalterni. Fortunatamente Serena Bortone ha denunciato la cancellazione del programma di cui è responsabile e di cui nemmeno lei era riuscita ad avere spiegazioni e Rai3 è entrata in agitazione. Il sistema pubblico lo difendono i giornalisti dall’interno. Non quando i dipendenti famosi emigrano stipendiati nel privato.

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La democrazia parlamentare conta anche sulla qualità dei leader della “sinistra”: personalizzare le liste rifiutando l’elezione a Bruxelles è berlusconismo di sistema. Il partito non è identificazione di sé, basta un simbolo riconosciuto e coinvolgente per quello che fa.

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La democrazia parlamentare conta anche sul valore delle donne: se il primo posto sulle liste è di Elly, la norma elettorale che prevede l’alternanza uomo/donne: se al primo posto sta una donna che non va a Bruxelles, il Pd del nuovo Parlamento europeo avrà solo uomini. Le elettrici sono informate?

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Il governo vota contro il Patto di stabilità, il Pd si astiene, Conte contro. Il Patto doveva riprendere dopo il covid, riformato in meglio da come era prima, ma resta severo. Schiaffo dell’Europa che ha votato a favore: siamo l’ultima ruota del carro e non vogliamo metterci in regola.

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Secondo sostegno del Pd al governo: sempre in Europa, contro l’ambiente contro l’azzeramento del 50% di plastica e 40 di carta dagli imballaggi.

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Bloccata la legge per il servizio di assistenza primaria psicologica (bonus psicologico senza soldi). Già 175mila domandande. Esigenze altissima.

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La Commissione Affari Sociali ha iniziato le audizioni di competenza sulla disforia, la trasformazione terapeutica e chirurgica di chi non si sente nel suo vero genere. Un diritto? C’è da pensarci. Intanto è stato citato il caso del giovane romano Marco (Repubblica 19.04.24) a cui le cure avevano fatto crescere la barba, si era sottoposto a mastectomia: doveva passare all’isterectomia, ma si è trovato incinto al 5° mese.

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La pace? La spesa militare globale è aumentata – in tutte le regioni del mondo – nel 2023 secondo il report Sipri di Stoccolma per il nono anno consecutivo: + 6,8 % rispetto al 2022 (2.443 miliardi di dollari). Un deterioramento della pace e della sicurezza globale, con il rischio di entrare nella spirale azione/reazione in un panorama geopolitico e di sicurezza sempre più volatile.

In testa Stati Uniti e Cina, il 37 % e il 12 %, metà della spesa globale. Seguono, secondo la classifica, Russia, India, Arabia Saudita e Israele. I 31 membri della Nato rappresentavano 1.341 miliardi di dollari, pari al 55%. Per gli Stati europei dell’Alleanza atlantica aumento della spesa difesa e armamenti dopo la guerra in Ucraina. Il Medio Oriente, in prospettiva, non è e non sarà, da meno.

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L’ambiente? La prima “Giornata della terra risale al 22 aprile 1970, MILLENOVECENTOSETTANTA.

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22 aprile: tre secoli fa nasceva Kant. Ci ha insegnato il senso della ragione, ciò che arriva a conoscere e ciò che deve pensare, una filosofia come rivoluzione copernicana contro il dogmatismo metafisico, impedimento nel processo della conoscenza.

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L’emigrazione? L’Europa trova un escamotage ipocrita e dannoso: invece di obbligare a fare i conti con il bisogno di manodopera, per solidarietà automatica concede “accoglienza”, sostituibile dall’acquisto per 20.000 euro per ciascun migrante non accolto. Forse è già qualcosa….

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Il ministro delIa MEM (istruzione e merito) impone il ritorno ai voti alle elementari. A chi diamo 8? A chi è bravo. Chi è bravo? Chi parla bene, non in dialetto, non in altra lingua. Chi legge bene o usa bene le posate a mensa? Chi ha la famiglia che ha queste abitudini. I bambini non sono i loro voti. Se bisogna dare una valutazione (non “un giudizio”) meglio una forma articolata, come in uso da tre anni.

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L’Intelligenza artificiale: problemi di nuovo genere: impiega troppa energia. Costa troppo.

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Vignetta incredibile: tra le graduatorie librarie è al top il libro sulla libertà di Paolo del Vecchio per Piemme. Sapete l’argomento del successo? L’evocazione di Berlusconi in biografia. Così si disinformano i giovani che non c’erano.

Vignetta cinese: la Cina ha già costruito la prima città “ecosostenibile e verde.

Vignetta “campo largo”: Conte (M5S) da solo in Baslicata non è arrivato all’8%. Cinque anni fa era al 20,3.

Vignetta “Salvini ha scritto un lbro”. Presentazione il 25 aprile a Milano. Invito ufficiale: presso lla Fondazione Istituto dei Cechi, i “ciechi” e non l’ambasciata della Repubblica Ceca. Titolo “Controvento”: si spera che non sputi, nemmeno sentenze.

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Giancarla Codrignani

Giancarla Codrignani è docente e giornalista. Si è sempre interessata di analisi politica. Esperta di problemi internazionali e di conflitti, è stata per tre legislature, nel gruppo storico della Sinistra Indipendente, parlamentare della Repubblica, impegnando la sua competenza nelle scelte politiche pacifiste e – laicamente – di area cattolica. Ha partecipato al movimento femminista e ha continuato ad essere coinvolta nelle problematiche di genere nell’amministrazione di Bologna e nell’Associazione Orlando. Scrive su Noi Donne e pubblica saggi e interventi politici su giornali e riviste anche on-line.