Newsletter n.40

MANCANO 50 GIORNI ALLE ELEZIONI EUROPEEmentre le guerre continuano
e il debito italiano è arrivato a 3mila miliardi
il governo è sempre meno antifascista
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Comunicato Rai a reti unificate il 12 aprile:Il governo ha deciso di ytasformare la Rai nel proprio megafono Lo ha fatto attraverso la Commissione di Vigilanza che ha approvato una norma che consente ai rappresentanti del governo di parlare nei talk senza vincoli di tempo e senza contraddittorio. Non solo, Rainews24 potrà trasmettere integralmente i comizi politici, senza alcuna mediazione giornalistica, preceduti solamente da una sigla. Questa non è la nostra idea di servizio pubblico, dove al centro c’è il lavoro delle giornaliste e dei giornalisti che fanno domande (anche scomode) verificano quanto viene detto, fanno notare incongruenze. Per questo gentili telespettatori vi informiamo che siamo pronti a mobilitarci per garantire a voi un’informazione indipendente, equilibrata e plurale”                                                                  ******
Anche la corruzione. Dà molto fastidio trovare il Pd partecipe del mercato dei voti, perché non dovrebbe averne bisogno: basterebbe lavorare. I territori non danno più iscritti (arrivano a 100mila iscritti?) perché non ci si fa politica dentro. Chi non fa politica, fa antipolitica: se fosse mai di sinistra a proprio danno.

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I morti sul lavoro. La centrale di Suviana. Ma le imprese prosperano di appalti e subappalti. Commemorazione e sciopero. Molte le parole, forti. Ma le migliori quelle del cardinale che presiede la Cei. Per parlare di ruoli: mi hanno telefonato da Roma per dire che andrebbe bene per sostituire Landini.

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Sempre più complessi (i soldi!). Gli investitori chiedono di allargare la fornitura di nuovi strumenti finanziari, anche i “bond europei” (anche per sostenere le spese ucraine). Ma l’Europa non dispone di risorse proprie: anche per questo deve avere più potere.

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Francesco Merlo elenca i valori fondanti dei “5 stelle”: sostituzione della democrazia parlamentare con la rete di Casaleggio, le nomine elettorali per sorteggio, lo stipendio di 300mila a Beppe Grillo. Aggiungiamo il fastidio contro la stampa, approvazione legge contro i migranti, indifferenza sui diritti delle donne. In primis, però, resta immortale il “vaffa” Soprattutto la leadership di Conte. Il quale….

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Giuseppe Conte e il grande party di Gian Marco Chiocci, direttore del TG1, già direttore de ”Il Tempo”. Per il 60°compleanno c’era tutto il parterre meloniano, ministri, vip e boiardi insieme. Con la partecipazione di Conte in gran spolvero con la fidanzata e con la solita espressione di chi dice “mi spetta il Conte 3” (sostituire la Meloni?)

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Giuseppe Conte: il gatto sta giocando con la topolina che è segretaria del Pd, sostenuta da una stampa che, se sto dalla sua parte, cerca di salvare se stessa dalla furia delle appropriazioni meloniane, ma lascia che l’avversario (che per primo non vuole andare da solo e il Pd ne ha bisogno) la sopraffaccia. Inchiodalo ponendo un programma.

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Invece Elly Schlein mette alla stanga il Pd con il nuovo “codice etico” rinnovato dal sen. Misiani (commissario per le elezioni della Campania di De Luca) perché quello in vigore si era mostrato inadeguato. Forse da mettere all’opera quando ci si è accorti del numero dei “cacicchi”.

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A Torino i giochi correvano sull’autostrada A32 il cui dirigente Salvatore Gallo – padre del candidato Pd che si è subito dimesso – è ai domiciliari per favori elettorali. Intanto i sindacati si appellano contro i tagli produttivi di Stellantis che a Mirafiori mettono in pericolo la sicurezza dei posti di lavoro. Venerdì già indetto lo sciopero: il codice etico impone la presenza forte del Pd.

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A Milano il Salone del Risparmio: un punto di vista che fa riflettere. La geopolitica pone nuovi problemi e il sistema finanziario è fluido. Ma ci sono le disuguaglianze tra ceti e tra paesi del mondo che segnalano dove si trovano le ipotesi di lavoro alternative.

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Le notizie economiche in Italia sono più ballerine che altrove e non c’è da farsi illusione, ma i dati trimestrali danno in crescita il Sud: se è migliorato l’export, il turismo darà una mano al prossimo rapporto? Comunque Nord o Sud il debito resta, la produttività è bassa, manca una politica industriale e restiamo il fanalino di coda. Il rinvio della consegna del Def ha restituito il sorriso (vedi foto) Giorgetti, ma c’è poco da ridere dalla parte di chi paga i conti.

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L’Inghilterra fuori dall’UE: le università tagliano il personale e i corsi. Mancano le risorse degli studenti stranieri e del bocco delle tasse. Visto il bello della Brexit?

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Non (solo) per fare spot elettorali pro Europa ma se dovesse proseguire il trend attuale ancora per un poco, gli investimenti europei supereranno gli Usa. Il problema sarà la guida politica di un’Europa che eviti la frammentazione. Ma anche “ci sarà permesso?”

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L’Undp che misura lo sviluppo umano denuncia che le guerre e il crescere del numero dei ricchi e benestanti sta producendo un divario sempre più crescente fra paesi ricchi e paesi poveri. E anche dentro i paesi ricchi occidentali

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La guerra dei sabotaggi: rischiano i cavi web in fondo al mare. Si suppone che si fosse previsto qualche incidente “tecnico”. Ma anche da questo punto di vista meglio la pace.

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Il mestiere del papa? Secondo Enzo Bianchi: confermare i fratelli nella fede, non contraddire il Vangelo nella sua radicalità, usare sempre la misericordia. Ma gli pare che i cristiani siano “innamorati di Papi ieratici come bassorilievi assiri”. Di fatto anche lui deve sottostare alla sua “destra”: i conservatori del Sant’Uffizio hanno preteso la dogmatica di curia. Il problema non è solo la “gravidanza per altri”

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Intelligenza artificiale. Quali regole? (pag.125) di Giusella Finocchiaro analizza i danni e le regole e le tutele dei dati, e confronta le posizioni di Europa, Usa e Cina. Ma pone anche il dubbio sul nome: “Intelligenza”: davvero?

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La Svizzera condannata dalla Corte per i diritti dell’uomo per “scarsa iniziativa ambientale”. Era stata denunciata da un’associazione di vecchie signore.

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La politica ambientale: faticosissima. Solo scontri: l’UE non è riuscita a eliminare i pesticidi e il glifosato e nemmeno lasciare i campi a riposare i terreni, mentre le multinazionali controllano i semi e i concimi chimici; i sussidi vanno a pioggia, i politici usano l’ecologia elettoralmente; la grande distribuzione vende i prodotti agroalimentari con grande guadagno di cui non ha parte l’agricoltore; le lobby agricole condizionano “la sicurezza” e le buone pratiche. L’Italia si distingue: con l’Ungheria vota contro anche la legge approvata da tutti: Giorgetti dice: “altrimenti, chi paga”. Come se quel che si stava facendo non ce lo pagasse l’Europa.

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vignetta costituzionale La riforma della Costituzione va avanti? Vespa chiede alla Meloni se il Presidente della Repubblica sarà esautorato. Risposta: “Il Capo dello Stato diventerà un nanetto se torreggia il premier? E allora eleggiamo pure lui”. Dissolvenza.

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vignetta atroce Sono depositate a Montecitorio proposte di legge per garantire alle donne vittime di aggressioni violente la protezione che consente la conservazione del posto lavorativo. Una di Fratelli d’Italia limita il beneficio solo se la donna è rimasta sfregiata….

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seconda vignetta atroce se letta dall’agente penitenziario che guadagna 1.600. Quello che andrà in Albania (2 agenti per ogni eventuale migrante che commetta reati) ce ne aggiunge ben 4.000 + vitto e alloggio.

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vignetta fantasmatica: Berlusconi torna su un francobollo, approvato dal governo

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approfondimento

MONDO ARABO E MONDO ISLAMICO
ISRAELIANI ED EBREI
Riprendo un appunto del 2004, quando l’operazione Arcobaleno contro i tunnel sotterranei e le infrastrutture di Hamas fu seguita da Giorni di penitenza, per fermare il lancio di missili Qassam ed eliminare i miliziani che li effettuavano. Hamas rispose con un attentato su Sderot e il Manifesto (3 ottobre 2004) riferì che “gli attivisti di Hamas avevano vantato in televisione il successo dell’azione con l’uccisione di “alcuni sionisti”. Tra cui una bimba di due anni e un suo amichetto di quattro. 

Già allora denunciavo le azioni criminali di Hamas contro i civili, che ritenevo impensabili dopo quello che era successo (a maggio dello stesso anno) a Beslan, in Ossezia, dove 32 terroristi – fondamentalisti islamici e separatisti ceceni – avevano occupato un edificio scolastico sequestrando circa 1.200 persone fra adulti e bambini. Dopo due giorni intervennero le forze speciali e fu un massacro con più di trecento vittime, tra cui 186 bambini, ed oltre 700 feriti. Come il 7 ottobre: i terroristi si vantavano della morte del nemico ma la morte dovuta all’odio uccide ogni onore.

Oggi occorre domandarsi quanto resti della speranza di una Palestina sovrana, se i paesi arabi – che avevano accettato il “Patto di Abramo” di origine trumpiana – nonostante le atrocità che hanno causato la morte di 33.000 palestinesi, davvero tentano la mediazione perché non vogliono essere responsabili della terza guerra mondiale. La situazione è grave: Al-Sisi non ha lire egiziane in cassa, la Tunisia fatica con il dinaro, mentre l’Europa è disposta a campagne acquisti anche con la Libia pur di controllare l’emigrazione. Hezbollah dal Libano si dichiara solidale con Hamas; Siria, Iraq (paese con governo sunnita e presenza sciita forse maggioritaria ) e l’Iran (colpito da un intervento israeliano mirato che l’ha privato, in una sede diplomatica straniera, di pezzi dello Stato maggiore) sono pronti alla vendetta, ma intanto ci pensano. Mohammed bin Salman, capofila dei sunniti petroliferi alleati degli Usa, insieme con il Quwait e i paesi del Golfo, non possono abbandonare i “fratelli palestinesi”, ma nemmeno estendere il conflitto a tutto il Medioriente. Al centro Israele e il suo governo, contestato da decine di migliaia di cittadini democratici, che non vogliono essere responsabili dello sterminio dei palestinesi (erano tutti membri di Hamas? anche se avevano due anni?): rischia di distruggere la sua stessa identità democratica ed ebraica.

Il pogrom di Hamas, fazione dominante a Gaza, sunnita ma alleata di Hezbollah e rifornita di armi dall’Iran antisemita (che chiama lo Stato di Israele l’entità sionista), in lotta contro gli occupanti della terra che è tua, era motivato dall’antisemitismo: il suo statuto si rifà “a Dio nostra guida, a Muhammad nostro leader, al Jihad come nostro metodo”, la religione contribuisce alla violenza di guerra. Anche Netaniahu ha gridato  “questo è il tempo della guerra”, secondo la Bibbia e l’interpretazione degli ortodossi integralisti che sorreggono il suo governo, ma che non sono tutti gli ebrei.

E’ un’insensatezza che l’Europa torni all’antisemitismo. In Israele i governi vengono eletti democraticamente, il quotidiano Haaretz è libero di pubblicare critiche feroci al governo di uno Stato di diritto nonostante le innumerevoli e inique sopraffazioni a danno del popolo palestinese, uno Stato di diritto. Per lo meno fino al 2018, quando è stata approvata una Basic Law costituzionale che rese Israele The Nation State of the Jewish People, una svolta tendenzialmente teocratica che le ha sottratto la laicità. Ma gli ebrei italiani sono cittadini italiani, di religione ebraica senza essere né privilegiati né maledetti, come un musulmano quasi mai è riconosciuto italiano ma è nato in Italia come nostro figlio e, se crede, pratica il culto islamico senza essere un terrorista. Tra i diritti umani la Carta dell’Onu garantisce la libertà religiosa.

Manteniamo dunque la correttezza dei termini per poter fare politica senza aggravare i conflitti: la guerra è la guerra, le credenze religiose non sono più quelle delle crociate che l’Europa ha condotto negli stessi luoghi mille anni fa. La scienza ha insegnato che le razze non esistono: quando si prende in braccio un bambino, una bambina, non si può pensare che quelle vocine, le braccine che ti tengono stretta, le manine che ti tirano i capelli sono amabili solo se sono corpicini nati da te e dalla tua “razza”?  Le libertà che onoriamo secondo i principi dell’Onu rifiutano la strumentalizzazione delle credenze, tutte da reinterpretare. Ma i fondatori delle religioni nominano, tutti, il bene della pace e la religione dei diritti, almeno quelli dei bambini. Nel 2004 citavo Astianatte: quanti milioni di volte deve ancora morire per colpa della guerra che, anche disonorata, non riusciamo ad abbandonare? Giancarla Codrignani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Categorie: Asterischi

Giancarla Codrignani

Giancarla Codrignani è docente e giornalista. Si è sempre interessata di analisi politica. Esperta di problemi internazionali e di conflitti, è stata per tre legislature, nel gruppo storico della Sinistra Indipendente, parlamentare della Repubblica, impegnando la sua competenza nelle scelte politiche pacifiste e – laicamente – di area cattolica. Ha partecipato al movimento femminista e ha continuato ad essere coinvolta nelle problematiche di genere nell’amministrazione di Bologna e nell’Associazione Orlando. Scrive su Noi Donne e pubblica saggi e interventi politici su giornali e riviste anche on-line.