Un’urgenza: fascismo e antifascismo. Credo che nella confusione a cui si assiste ci sia il deficit della famosa trasmissione della memoria che l’Anpi celebra nelle date regolamentari ma che la scuola ha lasciato in mezzo alle date della seconda guerra mondiale. Meglio far leggere Tucidide e perfino Tito Livio. Non si tratta di unificare le vittime delle diverse fazioni (che sarebbe pareggiare i terrorismi): solo che ai morti rendiamo onore il 2 novembre,  diceva mio padre. Non si tratta nemmeno dei vincitori e dei vinti, e tanto meno della “buona fede” (don Milani diceva “con l’aggravante della buona fede). Si tratta invece della condanna della storia quando ha subito l’infamia della violazione di diritti che finalmente chiamiamo democratici.

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La Cassazione dice che non è reato fare il saluto romano a meno che non ci sia pericolo di eversione fascista. Chiedo: ma il saluto romano non è una delle prove per dire se siamo in presenza di fascismo?

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La democrazia è la forma di governo affettuosa: bisogna averne “cura”, seguire la “forza del diritto mite” che non è una contraddizione, ma quello che esprime società chiamate “civili”, a prescindere dalle differenze. Si forma con la cultura che rifiuta “il pensiero unico… è presupposto delle nostre libertà, inclusa quella di stare insieme” (Mattarella).

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Occorre “la costruzione di un nuovo immaginario positivo italiano nel mondo”: Gennaro Sangiuliano dixit. Esempio appropriarsi di ogni “posto” compresi quelli culturali. Come – dopo il Centro di Cinematografi e la RAI – il Teatro di Roma, proprietà del Comune che lo finanzia senza neppure avvertire per sottoporre il giudizio al voto della rappresentanza civile.

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I giovani non hanno idea di che cosa è una “destra”. Loro non c’erano quando esisteva un Partito liberale, non sanno molto neppure della Confindustria (che a suo tempo finanziò il fascio), non leggono (ma farebbero bene a tenerlo d’occhio) l’ottimo Sole24ore liberale. Soprattutto non leggono gli autori (di solito anglosassoni, ma da non dimenticare Gobetti) del liberalismo. Poco a che vedere con il governo in carica.

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Attenzione alle europee di giugno: un Parlamento di destra? Dall’Europa i democratici avvertono: insieme con Rassemblement National (Le Pen) e Alternative für Deutshland sono considerati pericolo uguale alla Lega italiana di Salvini, mentre Fratelli d’Italia è considerata come Diritto e Giustizia polacco e Vox spagnola.

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Paura (indotta?) di aggressione russa ai paesi nordici: Putin avverte che difenderà “ogni centimetro del territorio Nato.  Questa non la sapevo: pensavo che venisse prima l’Europa. Infatti gli Usa stanno nella Nato.

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Gli israeliani sul loro giornale più importante: To Rehabilitate After the Gaza War, Say Yes to a Palestinian State – and No to Netanyahu. Tradotto: per un recupero dopo la guerra di Gaza: dire sì a uno Stato palestinese e no a Netanyahu. Capire prima di giudicare gli ebrei…

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La Corte di Giustizia Internazionale dell’Aja ha deciso che, sì, a Gaza c’è pericolo di genocidio: solo due voti contrari.

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Il piano Mattei di Giorgia Meloni tradotto: aiutiamoCI a casa loro …

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 Il Medioriente si collega e gli Huthy mettono in difficoltà gli Usa con missili che costano “mille” euro. Gli Usa rispondono: la risposta da “un milione di euro” al pezzo. Poi ci lamentiamo se crescono i prezzi. Per conoscerli: Abdulmalik al-Houthi è il leader degli Houthi che hanno lottato contro il governo quando lo Yemen fu unificato (1990). E’ una sorta di messia politico: gli Houthi di oggi intendono restaurare al Nord un islam di tradizione zaydita, che deriva dal nome di Zaid ibn Ali ibn Hussein che nel 740 si ribellò per primo al califfato sunnita nel nome dello sciismo nato dopo il massacro di Kerbala (680) dove l’uccisione di Alì nipote del Profeta portò alla divisione prima e fondamentale tra sciiti e sunniti.
La conseguenza che ne traggo è che – anche se abbiamo fatto crociate e guerre – i cattolici hanno il papa come punto di riferimento unitario. L’Islam sarebbe democratico: le comunità si autoregolano e autogovernano. Oggi in quanto mitologia le religioni contano “per tradizione” anche se il primato è politico e anche capitalistico mondiale.

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Il nostro sistema è fatto così: mi è stato regalato un panettone. La pasticceria occultata perché vende sotto la maschera dell’impresa prestigiosa: Dolce e Gabbana. Scatola di metallo, coloratissima, elegante. Dentro il panettone. Normale. Accompagnato da una bottiglietta con un “vino infinito”, ma anche una pompetta (ricordate il profumo sulle toilette della vecchia zia con l’evaporatore con il fiocco?): Per spruzzare le singole fette: Non ci credevo…. Sistema di inutilità. Sistema inutile. E produce guerre o influencer, “a piacere”.

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Abolire il welfare! Millei, “eletto” al governo dell’Argentina ha detto a Davos, capitale del capitalismo, che “L’Occidente è minacciato dal socialismo”. Ovvero i poveri non esistono, Nemmeno quelli che se la cavano, ma con poco.

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Il nostro paese resta l’unico a non aver ratificato il nuovo MES, Meccanismo Europeo di Stabilità perché fu usato duramente nella crisi greca con regole più vincolanti di oggi al pareggio di bilancio. E anche per timore che serva alle banche. Di fatto oggi è opportuno rafforzare i meccanismi di fiducia nel sistema bancario perché è diventato necessario reagire alla pratica che consente di spostare in rete da un posto all’altro del pianeta ingenti somme di denaro. Non c’è dunque nemmeno bisogno di recarsi fisicamente a uno sportello per innescare una corsa agli sportelli se si crea una crisi del sistema. Per questo il sistema finanziario oggi ha una serie di protezioni importanti. Il MES è un fondo finanziato dai paesi membri (l’Italia partecipa con 14 mld) dell’UE per intervenire nel momento in cui le risorse di un altro fondo (quello di Risoluzione) utilizzate per salvare le banche venissero men o. Tecnicamente infatti le crisi bancarie possono essere risolte con iniezioni di liquidità con le quali nuove risorse monetarie intervengono per sostituire quelle esaurite dalla corsa agli sportelli.

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Intanto: l’UE ha conteggiato il Pnrr che ci ha dato 561,2 milioni. La presidente ha commentato “un’altra buona notizia”. Come se non fossero in gran parte da restituire…

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Influencer un mestiere da riconoscere e sindacalizzare? I ragazzi desiderano usare il corpo a finalità di consumo per il denaro facile. Ma nessuno degli adulti si vergogna?   

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 Papa Francesco benedice le coppie gay: i tradizionalisti scatenati. Il card. Müller accusa di “blasfemia” la lettera apostolica Fiducia supplicans, il card. Sarah denuncia i media che diffondono la notizia e fanno un lavoro diabolico, il card. Ambongo la giudica improponibile per le chiese africane, ma il più esaltato è il solito Carlo Maria Viganò, ex-Nunzio negli Usa, nemico da sempre di Bergoglio, che condanna come “Servo di Satana”, sentendosi “l’unica voce libera nella Chiesa….a tutela della Tradizione immutabile”, contro “l’usurpatore che siede sul soglio di Pietro” che dà prova di “falsa sollecitudine pastorale nei confronti di adulteri e sodomiti….desideroso di rendere la Chiesa concubina del nuovo ordine mondiale”. La causa sempre il Concilio Vaticano II pastorale e non dogmatico. Viganò si prepara a raccogliere i ribelli nel Collegium Traditionis (Eremo di Palenzana) sede dell’Associazione Exsurge Domine.

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Nello Iowa vittoria di Trump al caucus repubblicano. Previsione determinante? Nadia Urbinati ricorda che dopo i discorsi e gli interventi si è arrivati al voto, stoppato non appena era apparso chiaro che Trump aveva la maggioranza. Il secondo arrivato ha denunciato la violazione delle regole democratiche, ma troppo tardi. Vince il populismo, ma vota l’autocrazia.

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In Alabama condanna a morte per soffocamento, dopo più di venticinque anni di carcere. Siamo civili?

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Giancarla Codrignani

Giancarla Codrignani è docente e giornalista. Si è sempre interessata di analisi politica. Esperta di problemi internazionali e di conflitti, è stata per tre legislature, nel gruppo storico della Sinistra Indipendente, parlamentare della Repubblica, impegnando la sua competenza nelle scelte politiche pacifiste e – laicamente – di area cattolica. Ha partecipato al movimento femminista e ha continuato ad essere coinvolta nelle problematiche di genere nell’amministrazione di Bologna e nell’Associazione Orlando. Scrive su Noi Donne e pubblica saggi e interventi politici su giornali e riviste anche on-line.