OGGI 7 GENNAIO IL GIORNALE ISRAELIANO HAARETZ AUGURA BUONA FORTUNA ALLA CORTE INTERNAZIONALE DI GIUSTIZIA: “non è facile per un israeliano, ma c’è un’altra via per porre fine al sospetto che i peggiori crimini contro l’umanità e le leggi internazionali ricadano su Israele? La gente ha smesso di parlare di occupazione. Parla di apartheid, di trasferimento forzato di popolazioni, di pulizia etnica e di genocidio”. E’la libertà di stampa che salva la democrazia. In Italia nessuno cita Haaretz.

*****

Nello stesso giorno a Roma un migliaio di persone ha spudoratamente marciato, ordinatamente inquadrato, per ricordare due militanti di destra uccisi nel 1978. Il Pd non si preoccupa di difendere l’antifascismo alla base: è la Costituzione! 

*****

La sinistra italiana (ma anche solo i progressisti) non preoccupa solo se uno si dice che non è in condizioni peggiori: sa che le elezioni europee hanno votazione proporzionale con soglia di sbarramento al 4 %, ma prosegue imperterrita a ricorrere a mezzucci – chiedere a “questo” governo di ridurre la soglia – invece di pensare a qualche strategia di compatibilità per non disperdere i voti: Bonino, Calenda, Renzi e Fratoianni sono sicuri di ottenere il 4 %? Ci stanno o ci fanno?

*****

Mettere il nome in testa alle liste, cioè personalizzare. Un pensiero gentile per fare memoria di Berlusconi che ce l’ha insegnato. Il “cavaliere” creò prima “il personaggio”. Meloni non ne ha bisogno: in quanto “il presidente” è in primo piano costantemente, forse un tantino di più di quando c’erano Monti o Draghi, diciamo il supplemento “donna” per giunta non male. Elly Schlein poteva prendersi la responsabilità di farsi fiduciaria del partito e capeggiare la lista in tutti i collegi per dimettersi dopo i risultati (si è fatto altre volte), ma con la forza di un polso di ferro che impone al partito unità ed esibisce un progetto politico di mandato agli eletti. Al Parlamento europeo a fare che cosa? Quello che va detto prima al Parlamento italiano: i punti di forza su cui si impegna il partito. Non basta dire ogni giorno che sosteniamo “le lavoratrici e i lavoratori” se non diciamo che cosa chiediamo per loro. Lo fa anche Landini che chiede perfino più interventi per sostenere l’impegno dei padri oltre che delle madri in famiglia. Le idee, Ellis, le idee ti danno carisma come “capo” del Pd. Altrimenti passi per ambiziosa e la Meloni va tranquilla.

*****

In particolare, in Italia la stampa non sta bene: la gente abbandona le edicole e si (dis)informa su internet e sui social. Corre rischio la libertà d’opinione, come è dato vedere dal cambiamento dei tg. E siccome aumentano le cene in camicia nera e non è stato bello vedere l’affollata manifestazione a commemorare le vittime di Acca Larenzia davanti alla sede MSI, bisognerà pur interrogarci per capire se diventiamo complici della nuova versione autoritaria o se siamo antifascisti che difendono la Costituzione.

*****

Purtroppo se l’è voluta: Elly Schlein se la vede con Massimo Giannini, uno dei giornalsiti più scopertamente di sinistra che scrive “Meloni è il partito e ora vuole i pieni poteri anche sulla coalizione, Schlein non è la coalizione (Giannini aveva appena denunciato che “cede il passo a Conte”) e ancora non sa se ha un partito”.

*****

La “qualità politica” del governo Melloni nei particolari: Mattarella plaude al superamento delle frontiere (Salvini: “se l’ha detto da sobrio, è complice e venduto”); nel lavoro: è calata la disoccupazione (ma viene registrato come occupato chi lavora un giorno la settimana); nella giustizia (finora si mettono bavagli: nel carcere (62 suicidi nel 2023); nel welfare (tagli ovunque, “centinaia di consultori chiusi” dice Repubblica); nel nuovo Piano per l’energia e il clima (bocciato all’unanimità da tutti gli organismi ambientalisti) e nella penetrazione delle rinnovabili (l’UE chiede il 42,5 e noi siamo ancora al 19); nella lotta alla discriminazione di genere (nel 2024 entrano in vigore le regole comunitarie e la trasparenza per i programmi Pnrr per colmare il gap che paga le lavoratrici il 17 % meno dei maschi); nell’impegno contro l’instabilità economica (con il debito tendenzialmente in crescita e nessun’iniziativa per la richiesta di regole fiscali comuni in Europa); il gen. Vannacci ce lo troveremo parlamentare europeo; i programmi televisivi riesumano i casi in nuova funzione (il terrorismo rosso uccide Moro aiutato da Mosca, vedremo tornare alla ribalta il processo per la strage di Bologna…

*****

Il Pd ha le idee chiare: se l’Unione europea organizzerà una missione navale in Mar Rosso anche l’opposizione dovrà assumere una decisione responsabile. C’è un pericoloso “fil rouge tra Houthi, Gaza, Hezbollah e l’asse del male, finanziato dall’Iran. Anche sull’Ucraina il Pd avrebbe dovuto votare il documento della maggioranza. Dixit il vicepresidente della Commissione Difesa alla Camera, Piero Fassino.

*****

Il prossimo 5 novembre negli Usa verrà eletto il presidente, i 435 membri della Camera, 1/3 dei senatori, oltre a 11 governatori di stato e a migliaia di rappresentanti di organismi legislativi statali e locali.

*****

I 5 uomini più ricchi al mondo dall’inizio della pandemia hanno più che raddoppiato le proprie fortune, a un ritmo di 14 milioni di dollari all’ora. 148 tra le più grandi aziende al mondo hanno realizzato profitti per circa 1.800 miliardi di dollari tra giugno 2022 e giugno 2023.

*****

I 5 miliardi delle persone più povere non ha avuto nessun miglioramento. – Oxfamitalia ha pubblicato un report in occasione della Conferenza di Davos.

*****

Prima i conflitti. Quali? Credo che l’anno scorso abbiamo nominato il Nagorno-Karabak: l’Azerbaigian a settembre 2022 è stato invaso dall’Azerbaigian che ha ridotto all’esodo 100mila armeni, che hanno abbandonato case e beni e si sono rifugiati a Erivan. E i diritti delle minoranze a vivere nel loro paese? Solo gli ucraini?

*****

Da tre anni la Birmania subisce la dittatura militare che tiene prigioniera la legittima presidente eletta democraticamente. La cricca militare è sostenuta da Cina, Russia, India. Anche qui: solo Taiwan? E i diritti democratici elettorali?

*****

La divisione della Corea del 1953, dovuta alla paura del comunismo, continua a far danni.  Il “leader supremo” del Nord ha dichiarato Seoul il “nemico principale” e ha chiuso la stazione Voice of Korea, che trasmetteva messaggi criptati ai funzionari dell’intelligence all’estero. Non è una bella notizia: l’ascoltavano tutti.

*****

vignetta: Marino Sinibaldi, intellettuale fondatore di “Linea d’ombra” e autore Rai, dirigeva il “Centro per il libro e la lettura” è stato sostituito da Adriano Monti Buzzetti Colella della redazione della “rivista del Collegio Araldico”.

Categorie: Newsletter

Giancarla Codrignani

Giancarla Codrignani è docente e giornalista. Si è sempre interessata di analisi politica. Esperta di problemi internazionali e di conflitti, è stata per tre legislature, nel gruppo storico della Sinistra Indipendente, parlamentare della Repubblica, impegnando la sua competenza nelle scelte politiche pacifiste e – laicamente – di area cattolica. Ha partecipato al movimento femminista e ha continuato ad essere coinvolta nelle problematiche di genere nell’amministrazione di Bologna e nell’Associazione Orlando. Scrive su Noi Donne e pubblica saggi e interventi politici su giornali e riviste anche on-line.