La crescita sperata dell’Europa è lo 0,6 %, siamo arretrati  cambiato: l’Europa non può essere il solo erbivoro in un mondo di carnivori”.

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La Corte Costituzionale tedesca ha bocciato, su richiesta della Cdu, 60 mld della legge di bilancio che aprivano alla crescita del debito: in un paese rigoroso in economia e lontano dall’indebitamento italiano questo crea problemi. Anche loro ci metteranno una pezza, ma non senza ripercussioni politiche.

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Il PNRR in Italia deve raggiungere 69 obiettivi. Entro dicembre. A fine ottobre realizzati 10. Solo 28 bene avviati. Il resto? La burocrazia sarebbe il buon funzionamento dello Stato. Quanto al carico eccessivo credo si debba risalire al governo Conte 1.

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 Un gruppo di lavoro europeo dedicato all’analisi di sostenibilità nel quale entrano anche i rappresentanti dei governi “i lavorerà su una «metodologia» fondata su fattori quali l’impatto del declino demografico sui conti, il costo degli interessi sul debito e la crescita potenziale di un Paese. E l’Italia qui è debole su tutta la linea. Ha il costo più alto dell’area euro in interessi sul debito, ha il profilo d’invecchiamento più pronunciato d’Europa, mentre la produttività stagnante fa sì che la crescita potenziale del Paese fra otto anni sia stimata dalla Commissione europea appena allo 0,3%. Dunque su Roma ci sarà comunque una pressione costante, per molto tempo, perché chi governa prosegua con risanamento e riforme. Sotto le nuove come con le vecchie regole europee” (Federico Fubini, sul Corriere)

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L’interesse degli italiani è di dare al governo nazionale più liberta di fare debito, o di far sì che l’Unione garantisca gli investimenti necessari a finanziare transizione ecologica e digitale, come ha iniziato a fare con il Next Generation EU? (l’economista Giavazzi sul Corriere)

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Previsto la successione di nuovi impiegati pubblici ai pensionamenti. Per questo si fanno i concorsi. Infatti ce ne sono 35mila che li hanno superato e sono idonei. Mancano le chiamate: la pubblica amministrazione è un settore fondamentale e va curato per mantenerne l’efficienza.

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Il governo “occupa” posti con parenti e fidelizzati. Geronimo direttore del “Piccolo Teatro” di Milano fa rivoltare nella tomba i nostri migliori interpreti e scandalizza quelli viventi. Un’offesa e un danno. Dunque – a mio parere non va sottovalutato l’effetto di persone non solo poco affidabili, ma di altra cultura ed educazione che possono operare cattive influenze – ms c’è da sperare che prima o poi nella coalizione di governo ci sia qualche rissa competitiva. Poca cosa ma c’è chi si contenta.

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Noi italiani: su assistenza e ambiente sono previsti sconti fiscali a chi si impegna in “benefit”. Adottano veramente le pratiche pubblicizzate? ATTENZIONE: c’è il benefit washing: la legge 208/2015 è aggirabile traendo vantaggio pubblicitario senza adottare le pratiche di “beneficenza”.

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Il mondo va a destra? In Europa è partita l’Olanda. In Argentina il tragico confina con il comico, ma c’è poco da ridere pensando alle elezioni americane…

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Israele e Palestina: guerra di religione? Per gli “heredim” in Israele e per i fanatici islamisti certamente “dio lo vuole”. Ma di questi tempi (avevamo visto israeliani, chiamati anche ebrei, andare turisti in Arabia Saudita) per fortnuna dio lo si nomina poco. Mentre le passioni politiche – troppo spesso partigiane – tendono a “sacralizzare” la loro parte, molto spesso con ragioni etiche, umanitarie, totalemnte condivisibili. Solo che “stare da una parte” non favorisce il dialogo e se non si mira a ristabilire gli equilibri, è inutile invocare la pace.

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Lo Stato di Israele. E’ uno Stato più o meno come quelli occidentali, ma non è – per ora – una teocrazia. Quindi se per un arabo che sia anche islamico (o viceversa) riconoscere gli Usa o la Francia non dovrebbe essere diverso dal riconoscere lo Stato d’Israele. La storia delle Costituzioni lo nega: c’è chi ha nelle proprie norme l’obbligo della “distruzione dello Stato di Israele”. Naturalmente non mancano le ragioni dalla “nakba” e delle persecuzioni israelosioniste, ma è ora forse di fare un piccolo passo nelle legislazioni comparate. Il guaio resta se sacralizziamo le scelte politiche.

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I coloni “nemici di Israele”: lo dice Gideon Levy su Haaretz. Approfittano della guerra a Gaza per perseguitare i proprietari arabi dei terreni.

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La democrazia in Palestina: le donne. Chi sostiene Hamas lo fa per ragioni di giustizia del popolo palestinese. Ma, se siamo democratici, occorre domandarsi se la scelta della lotta armata, della violenza, del pogrom a danno di Israele sono metodi di militarizzazione che Hamas ha elaborato dall’origine con i “Fratelli Musulmani” e che ha consenso non verificabile se non dal divorzio dalla Palestina cisgiordana dove ha sede l’Olp di Arafat e l’Autorità Nazionale internazionalmente rappresentativa. Ma Hamas rappresentava davvero i palestinesi di Gaza?

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La Polonia in dissidio con l’Ucraina: cambiamento di fronte. La frontiera tra i due paesi è bloccata dalla ribellione dei tir che protestano per la liberalizzazione dei trasporti ai camionisti ucraini che denunciano la concorrenza sleale.

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Conte sempre peggio: tuona contro la vendita d’armi a Israele. Ma nel 2019 era lui Presidente del Consiglio e gliene abbiamo vendute per 28 milioni; nel 2022 Draghi 9 milioni.

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A Milano, per esempio: Beppe Sala il sindaco dice sul Corriere della Sera”: “Unità a sinistra o si perde Milano”. Un amico aggiunge un sottotitolo: “Fino ad ora ho fatto io da parafulmini”..

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Una vignetta bella: Elly Schlein non partecipa alla festa Atreyu: “non ho niente di nero da mettermi….”

Vignetta  Valditara: Il ministro intende affidare il coordinamento del gruppo di lavoro sulla violenza di genere a tale Alessandro Amadori che ha scritto “La guerra dei sessi” in cui dice: “dovremmo concentrarci sulla cattiveria degli uomini? E la cattiveria delle donne? Sono anch’esse cattive? La nostra risposta è sì…. sono cattive come il diavolo”

Vignetta tragica: Beppe Grillo: ridotto alla fine? Uno che si presentò 15 anni fa al grido di “vaffa’nculo, che è stato contro le donne, gli immigrati, i giornalisti, che “Napolitano non deve dimettersi deve costituitrsi”,, che “la mafia è stata corrotta falla finanza; prima aveva una sua morale”, che si è presentato da Fazio per squalificare Conte che lui aveva scelto come capo del governo perché “un bell’uomo, avvocato, parlava e nessuno capiva niente”….

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Giancarla Codrignani

Giancarla Codrignani è docente e giornalista. Si è sempre interessata di analisi politica. Esperta di problemi internazionali e di conflitti, è stata per tre legislature, nel gruppo storico della Sinistra Indipendente, parlamentare della Repubblica, impegnando la sua competenza nelle scelte politiche pacifiste e – laicamente – di area cattolica. Ha partecipato al movimento femminista e ha continuato ad essere coinvolta nelle problematiche di genere nell’amministrazione di Bologna e nell’Associazione Orlando. Scrive su Noi Donne e pubblica saggi e interventi politici su giornali e riviste anche on-line.