Darya Berg, Olga Karach e Kateryna Lanko sono tre donne impegnate contro la violenza e la guerra, Darya è russa, la seconda bielorussa, l’ultima ucraina. Hanno percorso l’Italia, invitate dal Movimento Nonviolento italiano, e hanno partecipato all’udienza generale in Vaticano per testimoniare la volontà di pace di “milioni di concittadini” dei loro paesi, preoccupati per la durata di questa guerra che spinge il mondo alla militarizzazione. In un’intervista alla Radio Vaticana hanno espresso il loro sostegno a un papa che instancabilmente condanna l’assurdità della guerra e si appella ai leader mondiali per cercare negoziati di pace. Darya vorrebbe che il suo popolo potesse vivere senza avere le mani macchiate di sangue e informa del progetto “Go by the forest – un modo di dire che corrisponde al nostro “vai nel canale” -, un programma di resistenza civile nonviolenta per aiutare il popolo russo a rifiutare questa orribile guerra che la Russia ha iniziato in Ucraina” e per sottrarsi alla coscrizione riparando, se si ha il passaporto, all’estero: l’associazione ha aiutato 4.000 giovani a fuggire – ormai è impossibile rientrare.
Olga è a capo di un’organizzazione bielorussa che si chiama “La nostra casa”. Il presidente Lukashenko ha istituito la pena di morte per i disertori e il pacifismo locale intende far sentire la voce degli uomini che “non vogliono imbracciare le armi”: Hanno contro la legge e l’opinione pubblica e subiscono pressioni fortissime da molte, molte parti. Dopo la rivoluzione pacifica del 2020, migliaia di oppositori sono stati imprigionati o esiliati e oggi il popolo della Belarus ha bisogno di ancora maggiore solidarietà dall’Europa per prevenire un secondo fronte in Ucraina dal lato bielorusso.
Kateryna Lanko viene da Kyiv e il suo obiettivo è ottenere la pace per l’Ucraina, fermare la guerra, costituire in Ucraina un movimento pacifista più forte e sostenere i nostri obiettori di coscienza. Ha ascoltato Papa Francesco durante l’udienza generale: le parole “qualsiasi cosa sia costruita sulle macerie non potrà mai essere una vera vittoria”, le hanno dato coraggio. Anche il suo impegno deriva dai problemi comuni e dalla convinzione che insieme possano fare molto. Le tre con il loro viaggio in Italia intendono raccogliere fondi per il loro lavoro ma, soprattutto, vogliono essere ascoltate. Olga ricorda con riconoscenza la solidarietà dimostrata da tanti italiani nei riguardi dei bimbi bielorussi di Chernobyl che sono stati resi orfani o comunque colpiti dal disastro nucleare del 1986. Spera anche che l’Europa voglia recepire la notizia secondo cui Lukashenko starebbe organizzando centri di addestramento militare per bambini dai sei anni in su, “per insegnare loro a sparare, a usare attrezzatura militare”, per essere in definitiva pronti come bambini-soldato.
“Noi tutte e tre abbiamo bisogno del vostro aiuto”, afferma Darya, “ma soprattutto abbiamo bisogno di essere ascoltate. Credo che insieme possiamo mettere fine alla guerra e questo è molto importante per i nostri Paesi, per riuscire a salvare il maggior numero possibile di vite”. Siamo qui per dire che ci sono persone che non vogliono combattere, che non vogliono ritrovarsi con armi tra le mani, che non vogliono né uccidere né essere uccise.
Non sono filoputiniane. Neppure il Movimento nonviolento, che è andato a Kiev per sostenere la causa degli ucraini, anche degli obiettori che, nello stato di emergenza, sono diventati disertori. Nel 2023 tornare a rischiare la terza guerra mondiale per dare ragione alla violenza?

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Giancarla Codrignani

Giancarla Codrignani è docente e giornalista. Si è sempre interessata di analisi politica. Esperta di problemi internazionali e di conflitti, è stata per tre legislature, nel gruppo storico della Sinistra Indipendente, parlamentare della Repubblica, impegnando la sua competenza nelle scelte politiche pacifiste e – laicamente – di area cattolica. Ha partecipato al movimento femminista e ha continuato ad essere coinvolta nelle problematiche di genere nell’amministrazione di Bologna e nell’Associazione Orlando. Scrive su Noi Donne e pubblica saggi e interventi politici su giornali e riviste anche on-line.