secondo il mio amico Riccardo Orioles
“Io sono tolstoiano”
“Ho trent’anni, sono di un paesino della provincia, mio padre è minacciato dai mafiosi…”.
“Vent’anni, amo una ragazza norvegese, studio geofisica, sto a Catania…”.
“Laureato antropologo, età trentacinque, organizzo i ragazzi qui al sud…”
“A Palermo facciamo il giorno di Falcone. L’anno scorso è venuta la celere e ci ha menato. Volete contestare i politici?E giù botte”
“A me m’hanno beccata con una scatola di gessetti. Tu sei di quelli che vanno a scrivere sui muri! E via in commissariato”
“A tutte le auto! A tutte le auto! Un lancio di coriandoli segnalato giù al tennis! Convergere sulla zona! Ripetiamo: coriandoli! Gialli, blu, rossi, verdi e anche di altri colori! Intervenire immediatamente!”.
“Non erano cattivi, ma poi mi hanno stretto al collo… beh. solo qualche livido, rilasciato in giornata”.
“Tiralo per le gambe, caricalo sul pulmino!”.
“Non ce l’abbiamo con nessuno, noi, vogliamo solo farvi capire che…”.
Ecco, questi di ora si chiamano “Ultima generazione”. Ultima di ieri e prima di domani, dicono loro. Suona bene. Noi ci chiamavamo “Peace Movement”, “Ce n’est qu’un debut”, “Movimento Studentesco” e roba del genere. Oppure anche, quaggiù in Sicilia (ma pure a Bologna, Bergamo, Mexico, Atene…) i “Siciliani giovani”. Ci opponevamo alla guerra, cambiavamo la scuola, contestavamo i governi, combattevamo – prima in Sicilia e poi dappertutto – il potere mafioso. Quest’ultima faccenda, la facciamo ancora.
Roba diversa, vedete. Facce leggermente diverse. Capelli, colori, jeans, gonne, orecchini, chitarre, scarpe da tennis. Autostop, ryanair, macdonald, osterie sulla strada. Un caleidoscopio velocissimo, milioni di flash che s’accavallano, visi fermi un istante e poi sovrapposti, scambievoli, cangianti. Ma che cos’hanno in comune? E chi lo sa. Intanto, da buoni giornalisti, fermiamoci su una parola. Quella che hanno – ingenuamente, e saggiamente – scelto loro: “generazione”. Antichissima, arcaica, gonfia per sua natura di avvenire. Generazioni prima, generazioni poi, generazioni che verranno dopo…


Giancarla Codrignani

Giancarla Codrignani è docente e giornalista. Si è sempre interessata di analisi politica. Esperta di problemi internazionali e di conflitti, è stata per tre legislature, nel gruppo storico della Sinistra Indipendente, parlamentare della Repubblica, impegnando la sua competenza nelle scelte politiche pacifiste e – laicamente – di area cattolica. Ha partecipato al movimento femminista e ha continuato ad essere coinvolta nelle problematiche di genere nell’amministrazione di Bologna e nell’Associazione Orlando. Scrive su Noi Donne e pubblica saggi e interventi politici su giornali e riviste anche on-line.

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