I LIBERALI DI UNA VOLTA
Può sempre servire distinguere “la destra”

Quando esisteva l’arco costituzionale – i vecchi partiti legati alla fondazione della Repubblica Dc, Psi, Pri, Psdi e Pli – il popolo della sinistra appena si nominavano i liberali, pensava alla Confindustria dei padroni e poneva l’alt alle confidenze. Certo era la Destra, rispettabile almeno per la storia ottocentesca quando dire “liberale” era come oggi dire “comunista” al papa; ma le “idee” politiche non sono mai gli interessi di parte e in Italia abbiamo sempre lamentato la presenza di personalità coerenti con l’ideologia liberale. Nessuno assomigliava a Salvini, ma personalmente mi era facile parlare con Valerio Zanone, segretario del Pli. Quando fu eletto Berlusconi che pensava di aver adeguato a sé l’intero Parlamento, respinse l’adesione a dichiarazioni del Presidente del Consiglio con una lettera aperta su una tematica che dodici anni dopo fa ripensare certe distanze ed è perfino attuale

“MAESTRI SBAGLIATI” di Valerio Zanone
Lo riconosciamo in partenza: i sottoscrittori di questa lettera, a differenza del presidente e dei coordinatori del Popolo della Libertà, sono da sempre liberali, e hanno sempre cercato di adottare comportamenti che fossero coerenti con le proprie convinzioni. Proprio la corrispondenza tra ciò che si afferma e ciò che si pratica è infatti uno dei capisaldi dell’essere liberali.
E’ stato quindi per noi, incalliti liberali, davvero sconcertante apprendere che Lei ha richiesto all’oggi Primo Ministro russo Vladimir Putin di tenere la lezione di apertura della cosiddetta “Università del Pensiero Liberale”.
La Sua iniziativa è un vero paradosso e ribalta in modo inaccettabile gli elementi essenziali ed ineludibili del pensiero dei padri fondatori del liberalismo italiano ed europeo. E’ l’associazione di una parola sacra “libertà”, ad una storia politica che nasce nel Kgb sovietico e prosegue con metodi di polizia, di occultamento della verità, di ripristino della vecchia mitologia del potere sovietico ora mescolati agli sgargianti interessi personali dei nuovi dominatori dell’economia.
Non è Vladimir Putin l’uomo che può insegnare, in Italia e nell’Occidente, cos’è la libertà, tanto meno in ambito economico. L’oppositore di Putin, Khodorkosky, è stato spogliato della sua società, la Yukos, e dopo un processo farsa è ora costretto ai lavori forzati. Lo stesso destino è stato riservato a Platon Lebedev.
La morsa del potere politico rappresentato da Putin si è stretta sull’indipendenza, non solo proprietaria, dei media, prontamente nazionalizzati o ricondotti alla dipendenza dagli ordini politici. Nulla si fa conoscere circa i veri responsabili della morte di Anna Politkovskaja, giornalista del giornale, quello sì liberale, Novaja Gazeta, impegnata nella più liberale delle funzioni: criticare il governo per le reticenze e le responsabilità nel conflitto ceceno.
Le voci russe che non riescono a parlare liberamente o che non parlano più del tutto sono troppe perché si possa accettare senza reagire la Sua iniziativa, che è stata formulata in un’occasione ufficiale nella Sua veste di presidente del Consiglio del nostro Paese e perciò doppiamente sconcertante ed offensiva per tutti gli uomini e le donne liberali. Abbiamo infatti il diritto di pretendere che il presidente del Consiglio italiano rispetti le tradizioni, la cultura e i valori dei padri fondatori del liberalismo che sono anche i padri fondatori del nostro Paese.
Finché Lei sarà presidente del Consiglio avremo il diritto di chiederLe di astenersi dal mescolare la propensione personale ad un rapporto preferenziale con Vladimir Putin con la storia del liberalismo, che appartiene anche alla nostra storia personale.
Ci preoccupa, infine, questo Suo invito, perché esso sembra contenere l’auspicio di una stretta integrazione tra il sistema realizzato da Vladimir Putin e quello italiano: Ma non è del modello russo che ha bisogno l’Italia, siamo certi che di questo sono convinti tutti gli italiani.
Roma, 30 Aprile 2010

Categorie: Asterischi

Giancarla Codrignani

Giancarla Codrignani è docente e giornalista. Si è sempre interessata di analisi politica. Esperta di problemi internazionali e di conflitti, è stata per tre legislature, nel gruppo storico della Sinistra Indipendente, parlamentare della Repubblica, impegnando la sua competenza nelle scelte politiche pacifiste e – laicamente – di area cattolica. Ha partecipato al movimento femminista e ha continuato ad essere coinvolta nelle problematiche di genere nell’amministrazione di Bologna e nell’Associazione Orlando. Scrive su Noi Donne e pubblica saggi e interventi politici su giornali e riviste anche on-line.