Il Papa ha ricevuto la Confindustria
12/09/2022
“Siete, dice, “una componente essenziale per costruire il bene comune, un motore primario di sviluppo e di prosperità”…..
“nel mercato ci sono due categorie di impresari: i “mercenari” e quelli “simili al buon pastore, che soffrono le stesse sofferenze dei loro lavoratori, che non fuggono davanti ai molti lupi che girano attorno”.
Una modalità di condivisione è la “filantropia”, (come il il   sostegno al popolo ucraino).
Ma più importante è quella forma di condivisione “spesso non capita” nel mondo moderno e nelle democrazie che sono tasse e imposte. Il patto fiscale è il cuore del patto sociale. Le tasse sono anche una forma di condivisione della ricchezza, così che essa diventa beni comuni, beni pubblici: scuola, sanità, diritti, cura, scienza, cultura, patrimonio. “Le tasse devono essere giuste, eque, fissate in base alla capacità contributiva di ciascuno, come recita la Costituzione italiana”.
Il sistema e l’amministrazione fiscale devono essere efficienti e non corrotti. Ma non bisogna considerare le tasse come un’usurpazione.
Un’altra via di condivisione è la “creazione di lavoro”: “Lavoro per tutti, in particolare per i giovani” “.
“Assumendo persone – assicura il Papa – voi state già distribuendo i vostri beni, state già creando ricchezza condivisa. Ogni nuovo posto di lavoro creato è una fetta di ricchezza condivisa in modo dinamico”
Sostenere famiglie e natalità
Le nuove tecnologie rischiano di far dimenticare questa grande verità, ma “se il nuovo capitalismo creerà ricchezza senza più creare lavoro, Diminuisce l’offerta dei lavoratori e aumenta la spesa pensionistica a carico della finanza pubblica. È urgente sostenere nei fatti le famiglie e la natalità Basta donne incinte mandate
Alle volte, una donna che è impiegata qui o lavora là, ha paura a rimanere incinta, perché c’è una realtà (non dico tra voi, ma c’è una realtà): appena incomincia ad avere la pancia, la cacciano via. “No, no, tu non puoi rimanere incinta”. Per favore, questo è un problema delle donne lavoratrici: studiatelo, vedete come fare che una donna incinta possa andare avanti, sia con il figlio che aspetta e sia con il lavoro.
Lo sfruttamento dei migranti è un’ingiustizia
Francesco sottolinea poi “il ruolo positivo che giocano le aziende sulla realtà dell’immigrazione, favorendo l’integrazione costruttiva e valorizzando capacità indispensabili per la sopravvivenza dell’impresa nell’attuale contesto”. Ribadisce e invita a ribadire con forza il “no” ad “ogni forma di sfruttamento delle persone e di negligenza nella loro sicurezza”. Il migrante, aggiunge a braccio, “va accolto, accompagnato, sostenuto e integrato. Se è usato solo come un bracciante è una ingiustizia grande che fa male al proprio Paese”.
Non dimenticare “l’odore” del lavoro. “l’imprenditore stesso è un lavoratore. Non vive di rendita, vive di lavoro… la perdita di contatto degli imprenditori col lavoro: crescendo, diventando grandi, la vita trascorre in uffici, riunioni, viaggi, convegni, e non si frequentano più le officine e le fabbriche. Si dimentica “l’odore” del lavoro, non si riconoscono più i prodotti ad occhi chiusi toccandoli;
“Uguaglianza”, nelle imprese e nella società, “esiste la gerarchia, è vero che esistono funzioni e salari diversi, ma i salari non devono essere troppo diversi”.
Oggi la quota di valore che va al lavoro è troppo piccola, soprattutto se la confrontiamo con quella che va alle rendite finanziarie e agli stipendi dei top manager. Se la forbice tra gli stipendi più alti e quelli più bassi diventa troppo larga, si ammala la comunità aziendale, e presto si ammala la società
Il modello Olivetti, il quale “aveva stabilito un limite alla distanza tra gli stipendi più alti e quelli più bassi, perché sapeva che quando i salari e gli stipendi sono troppo diversi si perde nella comunità aziendale il senso di appartenenza a un destino comune, non si crea empatia e solidarietà tra tutti”.
“L’imprenditore dipende dai suoi lavoratori, dalla loro creatività, dal loro cuore e dalla loro anima: dipende dal loro ‘capitale’ spirituale”, conclude il Vescovo di Roma, che invita al coraggio

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Giancarla Codrignani

Giancarla Codrignani è docente e giornalista. Si è sempre interessata di analisi politica. Esperta di problemi internazionali e di conflitti, è stata per tre legislature, nel gruppo storico della Sinistra Indipendente, parlamentare della Repubblica, impegnando la sua competenza nelle scelte politiche pacifiste e – laicamente – di area cattolica. Ha partecipato al movimento femminista e ha continuato ad essere coinvolta nelle problematiche di genere nell’amministrazione di Bologna e nell’Associazione Orlando. Scrive su Noi Donne e pubblica saggi e interventi politici su giornali e riviste anche on-line.

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