IL MOSTRO
“Il Mostro” non è un libro da recensione, ma da commento politico. Chi fa politica – a qualunque livello – non deve introiettare il cinismo, ma lo ha sempre visto proiettato su tutti gli schermi dei film partitici e movimentisti della storia. Quiesto è un esempio di scomunica nella chiesa di famiglia. C’era andato vicino Berlinguer, solo che morì prima, ma si credeva che fossero gli ultimi residui dell’inquisizione sovietica. Un altro modo di “giustiziare” l’avversario è silenziarlo: se uno è stato scomodo non resta memorizzabiliea lungo. Renzi è un eliminato la cui condanna resta un mistero: nato in casa di quello che sarà il Pd, anche se è scout e va a messa, lo fanno emergere, gli danno la Presidenza della Provincia, lo fanno Sindaco, poi Segretario e alle europee porta il Pd a superare il 40%. Ma, oltre a un carattere toscano, ha idee sue: “vede” che non si riesce più, nel terzo millennio, a fare le leggi con un Parlamento bicamerale che obbliga e ripetere i processi e propone la sua riforma costituzionale. Se il vertice non era d’accordo, doveva fare due conti con il monello e confrontarcisi: meno faticoso che spargere veleno. Oggi si vede che era meglio quella riforma che avere accettato – per amore della demenza pentastellata che voleva restituire agli italiani un. po’ di spiccioli dagli stipendi dei parlamentari – la riduzione del numero dei parlamentari lasciando intatti il ping pong tra Camera e Senato. le due Camere. Dei successivi cedimenti la colpa, tanto più che avevamo già approvato la soppressione del finanziamento pubblico dei partiti, ricadeva sul discolo Renzi. che, comunque, dalla sua minuscola, ma bene assestata in Parlamento, continua a dare la prosa migliore ai dibattiti politici. Confesso che non mi importa di essere detta renziana, ma farei di tutto per salvare il Pd che ha la vecchia abitudine di segare i rami migliori come se non fosse follia andar dietro ai comici che dicono “vaffanculo” identico al “me ne frego” fascista e preferire Conte – che governa con i fascisti e con la sinistra nel giro di un anno – a Renzi e ci mettiamo insieme anche Calenda. La gente non vota, ma non è persa: va riconquistata rinominando i valori senza promettere miracoli, ma chiedendo aiuto per ritrovare una “visione” di ricomposizione europea e di pacificazione oltre le crisi. Con parole dette semplicemente in modo da farsi capire da tutti, come fa Draghi.

Categorie: Asterischi

Giancarla Codrignani

Giancarla Codrignani è docente e giornalista. Si è sempre interessata di analisi politica. Esperta di problemi internazionali e di conflitti, è stata per tre legislature, nel gruppo storico della Sinistra Indipendente, parlamentare della Repubblica, impegnando la sua competenza nelle scelte politiche pacifiste e – laicamente – di area cattolica. Ha partecipato al movimento femminista e ha continuato ad essere coinvolta nelle problematiche di genere nell’amministrazione di Bologna e nell’Associazione Orlando. Scrive su Noi Donne e pubblica saggi e interventi politici su giornali e riviste anche on-line.

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